Chi Siamo

Le Suore Missionarie del Sacro Costato e di Maria Santissima Addolorata sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: le suore di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla M.S.C.

Cenni storici

La congregazione fu fondata da Eustachio Montemurro (1857-1923) per l’educazione e l’insegnamento del catechismo alle fanciulle.

Montemurro ricorse all’aiuto del gesuita di Grottaglie Gennaro Maria Bracale, che gli presentò Maria Addolorata Quaranta (1884-1968): la Quaranta e le sue prime compagne ricevettero l’abito religioso il 29 aprile 1910 a Minervino con l’approvazione di Giuseppe Staiti, vescovo di Andria.

Inizialmente la congregazione delle Figlie del Sacro Costato incontrò numerose difficoltà che portarono, nel 1911, alla dissoluzione di numerose comunità: le case in diocesi di Potenza sopravvissero grazie al sostegno del vescovo Ignazio Monterisi, ma il suo successore, il frate minore Roberto Razzoli, fece mutare l’abito alle religiose, cambiare titolo alla loro congregazione e l’aggregò all’ordine francescano.

Le comunità di Andria, Venosa e Gravina, fedeli al carisma del fondatore, si resero autonome dalla congregazione potentina e, sotto la guida della Quaranta, diedero inizio a un nuovo ramo dell’istituto, eretto in congregazione autonoma il 27 giugno 1930. La casa generalizia e il noviziato vennero stabiliti a Gravina.

La congregazione ricevette il pontificio decreto di lode il 9 giugno 1956.

Attività e diffusione

Le Missionarie del Sacro Costato si dedicano essenzialmente all’istruzione e all’educazione cristiana dell’infanzia e della gioventù.

 

Sono presenti in Europa (Albania, Italia), nelle Americhe (Brasile, Ecuador) e in Asia (Cina, Filippine, Indonesia, Taiwan, Vietnam);[5] la sede generalizia, dal 1954, è in via Santo Stefano Rotondo a Roma.

 

La Scuola dell’Infanzia “Ignazio Bevilacqua” è ubicata nella centrale Via Imbriani. Sorge nella zona antica del paese. Il territorio, però, a partire dagli anni ottanta, si è andato estendendo verso la parte bassa del paese, costituendo interamente la zona 167. In tale zona convivono nuclei familiari di diversa estrazione sociale e provenienti da altre parti del paese (sono qui concentrate le case popolari).

Il livello economico degli abitanti del territorio è medio – borghese, ma con larghe sacche di povertà (Famiglie della zona 167).

I bisogni dell’utenza vanno dal completamento della formazione scolastica di base alla richiesta di un sostegno per far fronte ai ragazzi disagiati, che non trovano nei contesti familiari un valido supporto.

La Scuola dell’infanzia “Ignazio Bevilacqua” ha da sempre fatto la scelta di offrire a tutte le famiglie, prescindendo dalle loro possibilità economiche, l’adeguata formazione dei loro figli. Essa sì presenta come un “laboratorio dì cultura”

Dove la comprensione, l’apertura e la cordialità consentono agli alunni e alle famiglie di ritrovarsi in un clima di serena familiarità, in un ambiente disponibile e con costanti condizioni di ordine, di pulizia e sicurezza.

Dove il bambino può pensare, argomentare, operare e verificare, nei momenti in cui viene coinvolto in nuove esperienze.

Dove “l’accoglienza” costituisce il clima diffuso, che permetta l’azione di tutti gli operatori e consente al bambino di sentirsi “parte” di un contesto ricco, positivo e di avvertire che “La Scuola è per lui”.

Dove “l’accoglienza”, attraverso un dialogo costruttivo, permette di instaurare tra gli alunni e adulti quel fluido di fiducia, filo indispensabile per una buona relazione.

L’alunno, infatti, ha diritto di sapere cosa si fa per lui e l’insegnante ha il dovere di spiegare, il genitore di sapere, collaborare e fare proposte.

 

La Scuola è sorta nel 1934 nei locali donati dal canonico don Giovanni Lacidogna alle Suore Missionarie del Sacro Costato. L’obiettivo del lascito era quello dì offrire una formazione culturale ai ragazzi della zona, appartenenti a famiglie prevalentemente povere.

Inizialmente la densità della popolazione scolastica era molto elevata, tanto da richiedere l’istituzione di più sezioni materne e 5 classi elementari. Inoltre nello stesso edificio le suore fornivano anche una formazione professionale alle ragazze dai 10 ai 18 anni con corsi di taglio e cucito e di ricamo.

La scuola ha due ingressi: uno in Via Croce e uno in Via Imbriani riservato agli alunni. Essa comprende un unica sezione con n. 30 alunni dai 3 ai 6 anni. L’azione educativa prevede momenti individualizzati per età omogenea, momenti di tutoraggio e collettivi.

Gli ambienti adibiti allo svolgimento delle attività didattiche sono ubicati prevalentemente al primo piano, collegato al piano terra da una rompa interna di scale. Essi dispongono oltre all’arredo di normale utilizzo, di armadi e mensole funzionali alla sistemazione del materiale didattico dei bambini.

Gli spazi della scuola vengono utilizzati in modo flessibile e diversificato in relazione alle attività che si intendono promuovere e per meglio rispondere ai bisogni dei bambini. All’occorrenza, quindi, vengono allestiti laboratori di vario genere, coerenti con le scelte educativo – didattiche del progetto annuale.

La scuola per aiutare i bambini ad affacciarsi al mondo delle cose e dello vita, offre l’opportunità di effettuare uscite sul territorio.

Alla fine dell’anno scolastico bambini, genitori ed insegnanti partecipano al viaggio di istruzione conclusivo inerente al tema dello sfondo integratore annuo.